Il contesto della sindrome del naso vuoto (ENS)
Nelle persone affette dalla sindrome del naso vuoto (ENS), la sensazione del flusso d'aria è spesso assente o alterata, in gran parte a causa della perdita della tensione di taglio sulla parete (WSS), la forza meccanica esercitata dall'aria mentre scorre lungo le pareti nasali, percepita dai recettori della mucosa. Questa tensione dipende non solo dalla portata d'aria, ma anche dalla geometria della cavità nasale.
Il flusso d'aria diminuisce durante la notte
Durante il sonno, la portata diminuisce naturalmente. Mentre una persona a riposo durante il giorno respira normalmente tra 8 e 15 L/min, durante il sonno profondo il flusso d'aria può scendere fino a soli 4–6 L/min. Questo comporta una diminuzione della velocità del flusso d'aria attraverso i passaggi nasali.
Meno flusso = meno tensione di taglio
La tensione di taglio sulla parete è direttamente correlata alla velocità del flusso d'aria a contatto con la mucosa nasale. Quando il flusso diminuisce, come accade durante la notte, l'aria rallenta, causando una drastica riduzione della WSS e quindi della stimolazione sensoriale.
| 15 l/min | 6 l/min | Riduzione percentuale | |
| Perdita di pressione (Pa) | 6 | 1.5 | 75 |
| WSS media (Pa) | 2,43E-03 | 7,09E-04 | 71 |
Ho eseguito due simulazioni CFD sulla mia cavità nasale: una a 15 L/min e l'altra a 6 L/min. I risultati mostrano una riduzione del 75% della perdita di pressione (resistenza nasale) e un calo del 71% della WSS.


A sinistra: WSS a 15 L/min (diurna), a destra: 6 L/min (notturna). È chiaramente visibile che i valori della WSS sono molto più bassi a destra, riflettendo la riduzione del flusso d'aria durante il sonno.
Una geometria che dovrebbe adattarsi… ma non può più farlo
Normalmente, i turbinati nasali si adattano attivamente alle variazioni della portata: si gonfiano o si sgonfiano (attraverso vasodilatazione o vasocostrizione) per modulare l'area della sezione trasversale attraverso cui scorre l'aria. Quando il flusso d'aria diminuisce, i turbinati possono gonfiarsi per aumentare la resistenza, contribuendo a mantenere la velocità del flusso d'aria e quindi la WSS.
Ma nella ENS, parte o tutti i turbinati sono stati rimossi chirurgicamente. Questa capacità di adattamento viene persa. La sezione trasversale nasale rimane fissa ed è spesso troppo ampia per il basso flusso d'aria della respirazione notturna. Di conseguenza, il flusso d'aria rallenta, diventa meno turbolento e non riesce a stimolare la mucosa. Questo peggiora la sensazione paradossale di ostruzione nasale e secchezza.
Progettare per il flusso notturno: un nuovo approccio
In questo contesto, ha senso considerare l'adattamento del volume nasale basandosi non solo sul flusso diurno comunemente utilizzato di 15 L/min (usato nelle simulazioni CFD), ma anche su un flusso notturno più realistico di 4–6 L/min. Ciò contribuirebbe a definire una sezione trasversale nasale che mantenga una WSS sufficiente durante il sonno, quando i sintomi sono spesso più gravi.
In pratica, gli impianti o le protesi nasali potrebbero essere progettati per il flusso notturno.
- Con impianti permanenti, adattare il loro volume alla respirazione notturna potrebbe migliorare la percezione del flusso d'aria durante la notte, ma potrebbe causare ostruzione durante il giorno, quando aumenta la necessità di respirare. È necessario trovare un compromesso nelle dimensioni dell'impianto e nella riduzione della sezione trasversale nasale, affinché la respirazione rimanga confortevole sia di giorno sia di notte.
- Con protesi rimovibili, la soluzione è più semplice: utilizzare di notte una protesi di volume maggiore rispetto a quella usata durante il giorno, adattata al flusso d'aria notturno più basso.
